ArchiTravel – Firenze

ArchiTravel – Firenze

Settimo capitolo di una guida per architetti e designers che non vogliono perdere l’occasione di visitare le migliori architetture nel mondo.

Solo qualche settimana fa ti abbiamo fatto viaggiare -quantomeno mentalmente- per le migliori architetture contemporanee che troviamo in Toscana. Se ti sei perso l’articolo leggilo qui, altrimenti ricorderai che abbiamo saltato completamente la città di Firenze, ma con la promessa di dedicarle un intero articolo. Ed eccoci qui oggi: musei ristrutturati, palazzi e luoghi pubblici di rilievo, non ci siamo persi nulla dell’architettura contemporanea e moderna di questa splendida città.

Partendo in via Piagentina, al civico 29, andiamo a visitare la Casa per Appartamenti di Leonardo Savioli (1964) con i suoi sei piani fuori terra dall’aspetto grezzo e brutalista tipico dell’architetto. È un palazzo formato da diversi volumi in cemento grezzo con una grande quantità di finestre e terrazze. Ispirandosi alle case-torre della tradizione fiorentina, Savioli colloca strategicamente il corpo indipendente del vano scala e ascensore come nodo dei vari volumi e ne accentua la verticalità. Per una maggiore uniformità di superfici gli angoli sono stati tutti smussati rendendo l’edificio come un unico blocco.

A piedi raggiungiamo la Chiesa Cattolica Parrocchiale del Sacro Cuore (1956-1962), edificio ottocentesco totalmente ristrutturato dall’architetto Lando Bartoli. Quest’ultimo disegnò un avveniristico campanile per la cui costruzione si avvalse dell’ingegner Pier Luigi Nervi (che abbiamo già visto collaborare con Gio Ponti nella costruzione del Pirellone a Milano in questo articolo). All’interno l’architetto svuota il più possibile lo spazio creando quella tensione verso l’altare tipica delle più riuscite architetture sacre del Novecento.

Spostandoci nel centro storico di Firenze, andiamo al Museo dello Spedale degli Innocenti realizzato dal grande Brunelleschi, di recente restaurato da Ipostudio Architetti, vincitore del concorso internazionale indetto nel 2008 dall’Istituto degli Innocenti. Il progetto si articola su diversi livelli che hanno impegnato per alcuni anni il team di architetti, ma senza mai interrompere l’attività dell’istituto. Possiamo vedere l’intervento del restauro già dal nuovo sistema di ingressi su Piazza SS. Annunziata che permette di accedere direttamente al piano seminterrato, il quale è diventato oggi museo. Ipostudio ha realizzato anche un nuovo sistema di collegamenti verticali al ri-allestimento della pinacoteca esistente e, infine, ha restituito alla città il magnifico Verone, grande loggia-stenditoio con splendide visuali sui tetti di Firenze dove oggi troviamo la caffetteria del museo.

In via Bufalini, 6 troviamo la Cassa di Risparmio di Firenze (1957) progettata da Giovanni Michelucci. Per la prima volta si vuole creare un vero legame tra la banca e la città con maggiore trasparenza e facilità di accesso già nell’architettura stessa. Per questa ragione vediamo immediatamente la fluidità dei percorsi direttamente collegati alla strada esterna e, all’interno, la luminosità e la spaziosità degli ambienti.

A pochissimi passi dalla Cassa di Risparmio raggiungiamo il Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, rinnovato da Adolfo Natalini e Guicciardini & Magni architetti ed inaugurato nel 2015. Fulcro del Museo e dell’intervento degli architetti è la nuova organizzazione spaziale su cui affacciano tutti i piani: la Sala del Paradiso, ovvero uno spazio imponente dominato dal modello in scala 1:1 dell’antica facciata di Santa Maria del Fiore.

Ci accingiamo a lasciare il centro storico, ma facciamo una piccola sosta in un punto nevralgico della città: la stazione di Santa Maria Novella. Qui ci sono due importanti interventi architettonici da ammirare prima di passare alle tappe successive. Prima di tutto, all’ingresso da Piazzale Montelungo troviamo la pensilina progettata da Gae Aulenti nel 1990 e vi consigliamo di leggere tutta la storia dell’architetta qui. Dopodiché, concediamoci una pausa merenda al bar Reale Firenze (2015), progettato da Studio Archea: un’unica sala alta otto metri, inondata di luce grazie alle generose vetrate disposte su due livelli, che conserva lampade e rivestimenti degli Anni Trenta e vanta un bancone, di oltre ventiquattro metri, in bronzo e ottone.

In Viale Spartaco Lavagnini possiamo fermarci ancora per rilassarci al The Student Hotel Florence, oppure tornarci in un altro momento, ma quello che è certo è che non si può lasciare la città senza visitare questo splendido edificio. Nato da un progetto che mescola il design contemporaneo, il palazzo ottocentesco e le atmosfere al neon degli anni ’80, The Student Hotel è diventato sicuramente un luogo da visitare a qualsiasi età, godendosi gli interni suggestivi, ironici e provocanti. Studio Rizoma, che ne ha seguito la progettazione di interni, ha dato sicuramente molta importanza alla terrazza con piscina panoramica con vista sulla cupola del Brunelleschi. Tappa imperdibile per gli amanti di design e architettura!

Prendendo il tram o il bus, passiamo dalla parte opposta della stazione di Santa Maria Novella e andiamo a vedere il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (2011) in Piazza Vittorio Gui, 1. Nato dal progetto di ABDR Architetti Associati, il teatro poggia su un lieve declivio e si divide in due corpi principali armoniosamente uniti l’uno all’altro. Una struttura in marmo bianco inclinato è come una sorta di basamento e ospita due grandi sale da musica, mentre il secondo edificio ha un rivestimento sfaccettato e mosso e al suo interno vi si trova la torre delle scene.

Per le ultime tre tappe usciamo leggermente dal centro e raggiungiamo il quartiere Novoli, dove andremo a visitare il Polo Universitario (2002) progettato da Natalini Architetti. Dalla piazzetta d’angolo fra viale Forlanini e viale Guidoni si sviluppa il nuovo viale dell’università lungo il quale prendono forma gli edifici delle presidenze, della didattica e della ricerca, del centro studentesco e delle segreterie, fino ad arrivare a quello della biblioteca con la torre libraria. L’intero quartiere si basa su un piano-guida redatto da Leon Krier nel 1994 per il comprensorio delle aree ex-Fiat e Carapelli, in cui edifici medio-piccoli convivono in armonia e senza conflitti, alternati da spazi verdi irregolari. Il Polo Universitario e le tappe successive si basano su questo piano estetico della zona.

Passando in mezzo a Parco San Donato, arriviamo davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze (2012), un complesso colossale che ha unificato nove uffici giudiziari, prima sparsi per la città. Progettato da Leonardo Ricci, scomparso prima della fine dei lavori, è stato molto criticato e poco apprezzato esteticamente, ma funzionalmente è un’architettura che ha saputo dare spazio alle diverse migliaia di persone che vi lavorano.

Ultima tappa è il Centro direzionale della Cassa di Risparmio di Firenze (2004) progettato da Giorgio Grassi: un unico grande edificio a sezione costante e chiuso in se stesso, come una piccola città murata rivolta verso il suo interno. In questo progetto giocano un ruolo particolarmente importante i due principali materiali impiegati: le pareti perimetrali di tutti gli edifici del complesso edilizio sono in muratura di mattoni pieni, interamente o solo parzialmente rivestite con lastre di pietra arenaria levigata.

Ti consigliamo di dedicare un paio di giorni per tutto l’itinerario, così da avere tempo di visitare anche l’interno dei musei, specialmente se non ne hai mai avuto occasione precedentemente.

Hai in mente di visitare qualche città italiana e non vuoi perderti le sue migliori architetture contemporanee? Seguici sui social (facebookinstagram) e scrivici le tue richieste: risponderemo a tutte le domande con un nuovo articolo!

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