ArchiTravel – Vicenza

ArchiTravel – Vicenza

Quarto capitolo di una guida per architetti e designers che non vogliono perdere l’occasione di visitare le migliori architetture nel mondo.

Nei capitoli precedenti ci siamo spesso soffermati su architetture moderne e contemporanee, ma Vicenza è una città storica, patria artistica dell’architetto Andrea Palladio che grazie alle sue costruzioni ha permesso di dichiarare questa città Patrimonio dell’Unesco. Tale è la fama del celebre architetto che le famiglie e le istituzioni vicentine del ‘500 hanno fatto a gara per affidargli i cantieri, tanto da mutare in modo profondo l’aspetto della città e conferendole quella eleganza che oggi la contraddistingue. Lo stile “palladianesimo” è inoltre oggi diffuso in tutto il mondo: dalla Casa Bianca di Washington, alla britannica Queen’s House fino ai palazzi di San Pietroburgo.

Partiamo da una delle opere più visitate e geniali di Palladio, nonché la sua ultima creazione: il Teatro Olimpico. Inaugurato il 3 marzo 1585, è entrato a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Ispirato alle tradizioni dell’arte greco-romana, l’architetto ha realizzato un anfiteatro con alte gradinate dedicate al pubblico e si serve dell’illusione prospettica per allungare otticamente lo sfondo, essendo lo spazio stretto e condizionato dalle architetture esistenti. La scena è fissa, costruita in legno per velocizzarne la realizzazione e adorna di stucchi e sculture che rappresentano un ricco palazzo, stile classico a tre arcate. Le statue che decorano l’emiciclo sono ritratti di tutti i benefattori che hanno finanziato l’impresa, mentre le Fatiche di Ercole nel fregio del proscenio sono metafora dell’elevazione dell’uomo rinascimentale e anche riferimento al committente, l’Accademia Olimpica. È importante notare il contrasto tra l’interno del teatro e l’esterno, rivestito delle mura medievali del Castello.

Uscendo dal teatro e rimanendo nella stessa piazza, si noterà immediatamente Palazzo Chiericati. La sua costruzione fu iniziata nel 1550 da Palladio e anch’esso fa parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Vuole sembrare una villa suburbana, senza abbandonare l’eleganza dei palazzi di città, con il suo gioco sapiente di pieni e vuoti dati dalle alte logge sopra ai portici del piano nobile. Dall’Ottocento ospita il Museo Civico di Vicenza contenente le maggiori opere del Cinquecento veneto. Oltre alle sfarzose sale del palazzo, nel 2012 ha riaperto il piano interrato: qui sono presenti le fondamenta delle antiche “casette Chiericati”, risalenti al XIV e XV secolo, oltre alle cantine e cucine della servitù con il camino, il pozzo e la suggestiva scala delle botti.

Da Corso Palladio si svolta in Contrà Santa Corona, una via piena di bellezze da scoprire, tra cui la Chiesa di Santa Corona. Questa è la più antica rimasta della città, costruita nel 1266 quando il vescovo Bartolomeo di Breganza riceve dal re di Francia Luigi IX una delle spine della Corona di Gesù. La reliquia viene celebrata in città con la fondazione dell’abbazia cistercense e l’erezione della chiesa, colma di opere d’arte, come quelle di Giovanni Bellini e Paolo Veronese. Ha inoltre ospitato le spoglie di Andrea Palladio dal 1580 a metà Ottocento, quando sono state trasferite al Cimitero Maggiore della città. Anche qui Palladio è intervenuto con una sua opera: la cappella Valmarana, del 1576.

Nella via parallela a Contrà Santa Corona, andando verso il centro città, si trova Palazzo Thiene, commissionato dai fratelli Thiene, membri di una delle più potenti famiglie vicentine. I fratelli hanno enormi ambizioni sull’intero isolato e inizialmente commissionano il lavoro all’architetto Giulio Romano, attivo principalmente a Mantova. Alla sua morte precoce, subentra nella realizzazione del palazzo il Palladio. Si possono notare i caratteri di entrambi gli architetti già in facciata: la parte inferiore è tipica di Romano, mentre la trabeazione e i capitelli del piano nobile sono chiaramente palladiani. L’atrio a quattro colonne è sicuramente di Romano, vista la somiglianza con palazzo Te di Mantova. Buona parte del progetto non viene realizzata perchè la famiglia sposta i propri interessi nel ferrarese, rimanendo quindi oggi solo una minima porzione. Acquistata nel 1872 dalla Banca Popolare di Vicenza, è oggi sede storica dell’istituto e ospita le sue collezioni d’arte.

Tappa obbligatoria per chi vuole conoscere tutto il lavoro di Palladio è Palazzo Barbarano, appena dietro a Palazzo Thiene, che ospita il Palladio Museum. All’interno delle sale si mettono in mostra gli strumenti dell’architetto, dai modelli ai disegni di architettura, raccontando nel dettaglio cosa avviene dietro alla costruzione di un palazzo: la ricerca e la lavorazione della materia prima, la prospettiva, gli studi ingegneristici, ecc.

Arrivando in Piazza dei Signori, svetta maestosa la Basilica palladiana. A prima vista la costruzione sembra un unico complesso, invece essa è frutto di due costruzioni separate: la prima parte venne realizzata nel XV secolo unificando due palazzi esistenti, fu poi Andrea Palladio a riprogettare il Palazzo della Ragione, arricchendo l’antica costruzione con una copertura a carena di nave rovesciata azzurra che contrasta armoniosamente con il doppio ordine di logge bianche. Consigliato sicuramente è il giro sulla terrazza al secondo piano, dove si possono ammirare le 23 statue che coronano la balaustra e che offre una straordinaria vista sui colli vicentini che abbracciano la città.

Continuando ad attraversare la città lungo Corso Palladio ed entrando in Corso Fogazzaro, si raggiunge Palazzo Valmarana Braga, costruito nel 1565 da Palladio. La facciata è una delle realizzazioni palladiane più straordinarie perchè per la prima volta in un palazzo si trova un ordine gigante, ovvero con colonne che si estendono per più di un piano, che si sviluppa verticalmente nell’edificio. Nel 1960 Vittor Luigi Braga Rosa acquista dalla famiglia Valmarana il palazzo in rovina e inizia il restauro e la ricostruzione delle parti demolite durante la guerra. È oggi sede di appartamenti prenotabili per soggiorni privati.

Percorrendo fino in fondo l’ormai conosciuto Corso Palladio e raggiungendo le mura in piazza Castello, si trovano i Giardini Salvi, al cui interno visitiamo anche la Loggia Valmarana. I giardini sono stati inaugurati nel 1592 dalla famiglia Valmarana, con uno stile tipicamente italiano, ma nell’Ottocento sono stati trasformati in giardini all’inglese dalla famiglia Salvi. L’ultimo discendente dei Salvi, lascia i giardini alla Pia Fondazione di beneficenza da lui stesso creata e rimangono chiusi fino al 1909, quando il Comune li acquista. La Loggia Valmarana che qui si trova, è strutturata come un tempio di ordine dorico a cinque fornici ed è destinata all’incontro di intellettuali e accademici.

11 – Villa Valmarana, 12 – Villa Capra, 13 – Villa Tiene, 14 – Villa Caldogno, 15 – Villa Cordellina Lombardi

Uscendo dal centro di Vicenza, posizionata sul colle della Bastiana, si trova Villa Valmarana detta ai Nani. Chiamata così per via delle statue posizionate lungo il muro di cinta, si deve la sua notorietà principalmente agli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo racchiuse nel salone d’ingresso e nelle quattro sale del piano nobile della palazzina padronale.

Il viale di accesso alla villa Valmarana si dirama dalla strada per Villa Capra, detta La Rotonda, distante poche centinaia di metri e sempre della famiglia Valmarana. Ispirata al Pantheon di Roma e inscritta all’interno di un’area quadrata, è la più famosa villa del Palladio, fonte di ispirazione di numerosi edifici in tutto il mondo. Viene progettata per essere in perfetta armonia con il paesaggio circostante, con quattro facciate identiche e sei colonne in stilo ionico. Qui si trovano, per ogni lato, una loggia che si raggiunge salendo una gradinata e si accede alla villa attraverso quattro vestiboli che portano alla sala centrale e alla sua meravigliosa cupola. L’interno dell’edificio è infatti decorato con affreschi e statue di artisti vari in trompe l’œil che caratterizzano l’ambiente sino alla cima.

Prendendo un’auto, ci spostiamo fuori Vicenza, raggiungendo Villa Thiene. Questa è oggi sede degli uffici comunali ed ospita eventi culturali nelle sue sale affrescate. L’edificio della famiglia Thiene oggi esistente è solo una piccola parte di un progetto molto più vasto che è rimasto bloccato esattamente come il palazzo in centro a Vicenza. Il progetto prevedeva una soluzione molto differente rispetto alle altre ville palladiane: l’edificio è infatti dominato da una grande loggia voltata a botte, più alta del resto dell’edificio, mentre l’esterno è articolato con lesene doriche, raddoppiate sui lati corti. Palladio prende evidentemente ispirazione dalle fabbriche antiche, dalle terme e dalle case dei Romani. Una facciata scabra e maestosa che racchiude un edificio padronale ampio.

A Caldogno (VI) visitiamo Villa Caldogno, oggi sede della biblioteca comunale. Questa villa è ritenuta opera autografa di Andrea Palladio che ha operato, come dimostrano recenti studi, su una struttura preesistente, forse della prima metà del sec. XV. Tale struttura è ben visibile nel seminterrato. Significativo è il prospetto principale, con i tre grandi archi dalla cornice bugnata che scandisce l’atrio leggermente avanzato rispetto ai due settori laterali. Le pareti del salone centrale, affrescate da Giovanni Fasolo, sono scandite da una sequenza di dodici giganti che reggono illusionisticamente l’architrave di una loggia a cassettoni.

Ultima tappa è Villa Cordellina Lombardi, edificio di sola ispirazione palladiana, ma che rappresenta un pregevole esempio di villa settecentesca realizzata dall’architetto Giorgio Massari. Nel 1743 Giambattista Tiepolo era presente ai lavori contribuendo alla decorazione del Salone principale della villa con un ciclo di affreschi ispirati ai fasti di Scipione l’Africano ed Alessandro Magno.

Per visitare Vicenza è sicuramente consigliato muoversi a piedi, godendoti appieno i suoi palazzi e le sue strade, per un’intera giornata. Dovrai invece avere un’auto per raggiungere le ville fuori città che ti consiglio di vedere con calma, prendendoti qualche giorno se ne hai a disposizione.

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