Arne Jacobsen

Arne Jacobsen

Se un edificio diventa architettura, allora è arte.”

Arne Jacobsen nasce nel 1902 a Copenaghen e fin dall’adolescenza lavora come muratore, decidendo poi di studiare alla Kongelide Danske Kunstakademi e laureandosi in architettura nel 1927. Dalla laurea al 1930 lavora nello studio di architettura di Paul Holsoe e apre infine il suo studio di progettazione a Hellerup. Esponente di spicco del funzionalismo europeo di quegli anni, fa diversi viaggi che lo avvicinano sempre più a Le Corbusier, Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe. La sua curiosità e capacità progettuale lo portano dunque ad integrare in maniera equilibrata le correnti d’avanguardia del suo tempo, come la Bauhaus, con la tradizione classica danese in cui si è formato.

Tra i suoi primi progetti di architettura si ricordano il complesso Bellavista di Copenaghen (1930-1934) e la Casa Rothenborg di Ordrup (1930). Il complesso comprende un nucleo residenziale, un teatro, i bagni con eleganti cabine e un ristorante, mentre la casa riprende molti principi modernisti di Le Corbusier, nonostante abbia usato i mattoni piuttosto che il cemento armato.

Dopo il conflitto mondiale, segnato da un pressoché isolamento dell’architetto dalla scena, Jacobsen riconferma la sua posizione di pregio tra gli architetti danesi con una serie di progetti che l’hanno definitivamente reso famoso ovunque. Tra questi, senza dubbio è degno di nota il Radisson SAS Royal Hotel di Copenaghen (1956-1960), per il quale ha disegnato ogni dettaglio: dai tessuti e le lampade fino alle posate e i mobili.

Le lampade AJ sono un esempio di design elegante e raffinato che l’azienda produttrice Louis Poulsen vende ancora oggi. La struttura è realizzata in acciaio lucidato verniciato a liquido e il diffusore è internamente verniciato di colore bianco, in questo modo si riesce ad ottenere una luce sfumata e gradevole per gli occhi perfetta per la lettura. Il corpo illuminante è inoltre direzionabile per consentire una resa luminosa ottimale, la più consona alle proprie necessità.

Per questo progetto di hotellerie Jacobsen disegna anche la famosissime sedie Egg e Swan. La Egg non nasce per la produzione industriale, ma rappresenta oggi una vera e propria icona di design motivo di ispirazione per moltissimi designer ed architetti, ed è ormai in produzione nella collezione Friz Hansen da ben più di 60 anni. Questa poltrona girevole si ispira sicuramente al mondo organico con la sua forma morbida e tondeggiante simile, appunto, ad un guscio di un uovo. Chi vi si siede si trova avvolto in uno spazio accogliente ed intimo, uno spazio in cui concentrarsi, rilassarsi e leggere. Anche la Swan rientra nella collezione Friz Hansen ed è una seduta formalmente e tecnologicamente innovativa, realizzata con una scocca in fiberglass rivestita in schiuma e ricoperta in tessuto o pelle di diversi colori, con una base in alluminio.

Le opere di Jacobsen nel design hanno avuto un grande successo, distinguendosi per l’elegante essenzialità delle linee, caratteristica che conferisce ai suoi progetti un fascino senza tempo. Solo così si può spiegare il motivo del successo dei suoi prodotti anche oggi. Già nel 1951 Jacobsen si era dato al disegno industriale, progettando le sedie Ant (1952) e Series 7 (1955) che sono tra le sedie di maggior successo commerciale mai prodotte.

Ant nasce dall’idea di creare una sedia che fosse leggera e impilabile: Jacobsen curva il compensato laminato e lo avvolge attorno all’utilizzatore, ispirandosi a forme proprie di una formica. Nella prima versione la sedia aveva tre sole gambe per facilitare l’impilabilità, ma dopo qualche anno si è aggiunta la quarta gamba.

La sedia Series 7 si adatta ad ogni stile e ambiente della casa grazie alle sue forme sobrie ed essenziali. È costituita da un’unica struttura in legno pressato con gambe in acciaio tubolare. È un prodotto divenuto vero oggetto cult del ‘900 con un suo prototipo esposto al MoMa di New York. Prodotta in una variante infinita di colori, è stata anche modificata con braccioli, rivestita e con rotelle girevoli, partendo sempre dallo stesso stampo iniziale.

Dal 1956 al 1965 Jacobsen viene incaricato come professore alla Skolen per Brugskunst di Copenaghen e negli ultimi anni della sua carriera, ormai architetto di fama internazionale, riceve numerosi incarichi anche all’estero, come la progettazione del St. Catherine’s College a Oxford (1960-1964) e il palazzo del Parlamento di Islamabad in Pakistan (1962). Jacobsen non si ferma nemmeno con il design e produce nuovi oggetti per la casa di successo. Ne è esempio il sistema di oggetti da tavola Cylinda-Line dell’azienda Stelton (1967): una collezione in acciaio inox di pinze, brocche, teiere, contenitori e tanto altro.

Arne Jacobsen muore nel 1971 nella città dove ha quasi sempre vissuto la sua vita, ma lascia tutta una serie di progetti che rimarranno per sempre nella storia del design, prodotti senza tempo capaci di spingersi al di là della cultura dell’epoca, diventando icone che si inseriscono facilmente anche nell’abitare contemporaneo.

No Comments
Leave a Reply