Life on a tree

Coronavirus Design Contest di DesignClass. Progetto in collaborazione con Arch. Laudi Diletta, Arch. Cutolo Marco, Arch. Tasca Tiziana e Arch. Paris Matteo

Partendo da un modulo semplice di 300x200x250 cm al centro della corte condominiale, si costituisce l’intera struttura ad albero in salita ruotando il modulo di 90° su sé stesso. Il modulo si interseca con un wireframe metallico controventato che supporta la costruzione e diventa il fulcro, il tronco del progetto. Per un maggior legame con il concept si è scelto di utilizzare il legno come materiale principale, sia per il modulo sia per le passerelle pedonali. L’essenza sarebbe opportuno sceglierla in base al luogo di costruzione, privilegiando i materiali locali per una maggiore sostenibilità, e in questo progetto è stato inserito un rovere verniciato.

Questa struttura diventa un’estensione verde e privata della casa che permette la comunicazione tra gli abitanti, ma mantenendo le distanze fisiche tra le persone di diversi nuclei famigliari. Il verde è inoltre visibile dalle finestre affacciate sulla corte, aumentando così la privacy tra gli appartamenti, diminuendo l’inquinamento dell’aria, ripulendo l’ambiente e migliorando la qualità della vita delle persone. L’effetto positivo del verde non si concentra solo sull’immediato senso estetico, ma lo si ha anche sulla psiche e la salute, è quindi un fattore importante per aiutare in situazioni come quelle generate da questa pandemia. La luce naturale filtra attraverso la passerella per un’atmosfera finale molto suggestiva all’interno della corte condominiale. L’albero così costruito arriva oltre al tetto dove si estende con i suoi rami, ovvero altri moduli, in questo caso semi-pubblici, dedicati all’orto e alla condivisione, costituiti da duplex di due piani. Qui si accede dalla scala condominiale e si può affacciarsi dall’alto per una vista sulla corte. Un’architettura apparentemente semplice che si ispira ad un classico elemento della natura, ma capace di regalare spazi verdi e vivibili che a molti sono mancati durante la quarantena imposta per combattere il covid-19.

 

Starting from a simple 300x200x250cm module at the center of the residents shared courtyard, the whole tree structure is built upwords giving the module a 90° rotation on itself. The module intersects a braced metallic wireframe that supports the structure and becomes the center and trunk of the project. To further tie in with the concept we choose to use wood as main material, for both the module and the pedestrian footbridge. It would be advisable to choose the type of wood based on the area of the construction, preferring local materials for better sustainability, and for this project varnished oak has been integrated.

This structure becomes a green and private extention of the house that allows the communication between inhabitants while maintaining the physical distances between people from different family units. The greenery is also visible from the windows overlooking the courtyard, giving more privacy to the apartments, reducing the air pollution, cleaning the environment and improving the life quality of the people. The positive effect of the greenery doesn’t just stop at the immediate aesthetic sense, but also affects the health and psyche, making it an important factor helping situations like those generated by this pandemic. The natural light is filtered by the foodbridges, giving the shared courtyard a very evocative atmosphere. The tree reaches over the top of the roof where it extends with its branches, made of more modules, in this case semi-public, dedicated to a vegetable garden and used as a shared space, made of two-stores duplexes. Here you can access the residents stairs and have the chance to get look over the courtyard from above. At first glance a simple architecture, inspired by a classic natural element, is able to gift green areas to be lived out by many who have been missing them during the quarantine imposed to fight back Covid-19.